Egitto e Siria: uccisi altri due reporter

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E’ talmente confusa, oltre che tragica, la situazione in Egitto che ora ci sono anche quelli che gli americani definiscono i “danni collaterali”. Vittime naturalmente i reporter. E’ successo ieri sera a Damainhour, una cittadina nei pressi del Cairo, nel delta del Nilo. A un posto di blocco, durante la notte, un’auto ha fatto una strana manovra e i soldati hanno aperto il fuoco uccidendo Tamer Abdel Raouf del quotidiano filo-governativo “Al Ahram” e ferendo un suo compagno di viaggio. I giornalisti sono esentati dal coprifuoco ma in quell’inferno le armi vengono prima delle parole. Raouf è il quinto reporter morto solo in questi giorni, il decimo dall’inizio della rivolta.

L’Egitto è sicuramente al momento il posto più pericoloso per i testimoni, insieme alla Siria dove siamo costretti a registrare un’altra vittima: tre giorni fa a Daraya è stato ucciso da un cecchino il giovane (26 anni) fotoreporter Shaher Momani, colpevole solo di documentare le atrocità di una guerra fratricida (nella foto).

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