In Cina torna la repressione: in carcere giornalisti e bloggers

xiao-shu--330x185Il giornalista Xiao Shu e il blogger Zhou Lubao, entrambi arrestati alla fine della scorsa settimana, sono le ultime vittime di un’ ondata di repressione che, secondo i gruppi per i diritti umani, è la più grave dal 2011. Nella primavera di quell’ anno centinaia di dissidenti e critici del governo furono detenuti nel timore di un’ imitazione delle primavere arabe.  Xiao Shu, 51 anni, è uno dei commentatori politici più conosciuti in Cina. I suoi articoli, spesso ai limiti di quanto consentito dalla censura, sono stati pubblicati dalle riviste più coraggiose della Cina, come Southern Weekend e Yanhuang Chunqiu, il cui sito web è stato chiuso nei giorni scorsi. Xiuo Shu è stato, con l’ ultraottantenne economista Mao Yushi e con l’imprenditore Wang Gongquan uno dei promotori di una petizione per liberazione dell’ avvocato democratico Xu Zhiyong, detenuto dalla metà di luglio. Ambienti del dissenso affermano che alla base dell’ arresto di Xiao Shu ci potrebbe essere proprio il successo della petizione per Xu Zhiyong, che è stata sottoscritta da circa duemila persone. Venerdì scorso è scomparso, dopo essersi recato a Pechino per essere interrogato dalla polizia, il blogger Zhou Lubao di Lanzhou, nella Cina settentrionale. In dicembre, il blogger aveva promosso una campagna contro il sindacato di Lanzhou, diffondendo su Internet una foto che lo ritraeva con al polso un orologio Vacheron Constantin da 25mila euro. La denuncia del blogger aveva portato all’ apertura di un’ indagine sulle fonti di reddito del sindaco, Yuan Zhanting. L’ ondata di arresti è la prima a verificarsi da quando è salito al potere, in marzo, il nuovo gruppo dirigente guidato dal presidente Xi Jinping, dal quale alcuni commentatori si attendevano riforme economiche e politiche.  In una conferenza stampa tenuta oggi a Pechino l’ assistente segretario di Stato americano Uzra Zeya ha sostenuto che la situazione dei diritti umani in Cina è «peggiorata» negli ultimi anni. Zeya, che ha partecipato alla 18/ma seduta del dialogo tra Cina e Usa sui diritti, ha aggiunto di avere sollevato con i suoi interlocutori cinesi i casi di alcune decine di detenuti tra cui, oltre a Xu Zhiyong, l’ avvocato Gao Zhisheng e il premio Nobel per la pace Liu Xiaobo, condannato a 11 anni di prigione per aver lanciato il documento Charta08 che chiede la democratizzazione del sistema politico cinese.  La Stampa

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