Siria, rapito reporter americano?

Chi tiene prigioniero il giornalista americano Austin Tice? Il regime siriano, come sospettano molti, o i ribelli? Tice, ex marine, free-lance, scriveva per il «Washington Post» e la catena «McClatchy». Di lui si sono perse le tracce il 13 agosto a Darayya, sobborgo di Damasco teatro di un massacro. Per settimane non si è saputo più nulla, poi fonti diplomatiche hanno indicato che c’erano indizi sulla sua cattura da parte dei soldati siriani. Quindi silenzio. Fino a lunedì, quando su Youtube è apparso un video dal titolo «Austin Tice è vivo». Il giornalista è circondato da uomini mascherati che gridano «Allah è grande». Austin è provato. Ad un certo punto esclama, affranto, «Oh Gesù». Il filmato potrebbe far pensare che il giornalista sia finito nelle mani di un gruppo estremista. Molti esperti,però, hanno espresso dubbi ipotizzando che si tratti di un falso, confezionato dal governo siriano per mettere in cattiva luce gli insorti. Il video non contiene alcun logo, nessuna rivendicazione, niente proclami. Ossia manca la «coreografia» che compare nelle centinaia di clip prodotte dagli insorti. Inoltre gli abiti dei presunti ribelli sono candidi, in ordine. «Stirati», aggiunge qualcuno intervistato dal “Washington Post”.  segue

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