Titoli a effetto e frasi fatte

Attentato di Brindisi: si stringe il cerchio sul killer: dal confronto con il dna la prova decisiva.

Ma perchè il giornalismo è sceso così in basso? Stiamo veramente alla frutta se anche il più grande giornale italiano fa di questi titoli. Scontati, irragionevoli. A parte la frase fatta sul “cerchio intorno al Killer” (che già è più corretto) quando invece gli inquirenti stanno in alto mare, ma che senso ha l’altra frase, anche questa d’effetto ma senza senso. “Dal confronto con il dna la prova decisiva”. Cioè quale confronto? Se non hanno idea sul killer e ammesso che sia stata trovata qualche traccia di dna, con chi fanno il confronto? Non è mica come le impronte digitali che hanno un casellario. Il dna ha assoluto bisogno di una comparazione. E com’è possibile la comparazione su un fantasma? Manca solo il testimone che naturalmente è sempre un supertestimone. Peccato.

8 risposte a "Titoli a effetto e frasi fatte"

  1. Non vorrei iniziare con una frase fatta, ma, come ho scritto da qualche parte l’altro giorno, “ci si adegua sempre al livello più basso”.

    • Sì Francesco, noi vecchi cronisti avremo pure combinato un sacco di cavolate, ma eravamo preparati. Nessuno avrebbe mai scritto una scemenza del genere. E il fatto che capiti in un grande quotidiano (con centinaia di redattori e decine di capi) è ancora più grave. Siamo alla degenerazione totale.

      • Io, da vecchio cronista, trovo incredibile che tutti i colleghi di oggi riportino le frasi degli inquirenti come se fossero infallibili: nessuno che fa una domanda; nessuno che fa notare che 3 bombole di gas avrebbero distrutto l’ intera scuola e altro; nessuno si chiede come fanno a sapere che quei mozziconi sono dell’ assassino; nessuno si chiede come mai sul luogo dell’ esplosione non c’ è neanche un buchino…

  2. Già, noi vecchi cronisti non solo facevamo domande, ma soprattutto ragionavamo, cercavamo di capire. Ah, quante notti a discutere mettendo insieme i pezzi della storia.
    (Quei mozziconi oltretutto stavano davanti a un chiosco, presumo…frequentato anche da fumatori)

  3. Siamo alla frutta…. Si mandano allo sbaraglio ragazzetti che non hanno mestiere, ed a tirare le somme, al desk, ci sono altrettanti caolleghi che non hanno mai frequentatato una caserma, un tribunale, e non sanno come funziona…. Abbiamo sbagliato sin dall’inizio con Brindisi, dando fiato alle trombe dei politici che, sparpagliati sul territorio nazionale, avevano gia’ deciso che era mafia o terrorismo senza aver contezza delle indagini, appena agli albori. Abbiamo sbagliato a correre dietro ai si dice e la cosa che mi stupisce e’ che, presi dalla smania dei social network, lo abbiano fatto anche colleghi navigati come Ruotolo e Lerner…. Ho visto agenzie con i pareri di Fabio Volo e Fiorello su Brindisi…. Con tutto il rispetto per loro, ma cosa c’entrano? E, comunque, facci caso: i casini non partono mai dai giornalisti locali, ma dall’orda di inviati, alcuni con il morbo dello stand up, i piu’ senza fonti.

  4. Pingback: Una volta si diceva: brancolano nel buio « La Torre di Babele

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