4 risposte a "Minacce"

  1. ..non riesco ad immaginare cosa si prova nel camminare per strada, mentre tranquillamente te ne stai andando a casa, stanco e spossato da ore e ore di lavoro ….occhi stanchi che non vedono l’ ora di arrendersi al sonno ristoratore, ma che all’improvviso vengono attratti da un muro sbrecciato e grigio, illuminato da un vecchio lampione, dove una mano ignota e meschina ha lasciato il suo segno …..segno nefasto e vigliacco, che appare nell’ombra, anonimo ma che ti appartiene, perchè quello è il “tuo nome”…ed in quell’istante ti rendi conto, più di ogni altro momento , di essere non solo amato, ma anche odiato e soprattutto vulnerabile……la mattina dopo , forse, , non sarà tutto più come prima…..forse ogni angolo di strada diventerà un ostacolo da superare più velocemente possibile; forse una persiana che sbatte sulla tua testa, mentre percorri un marciapiede ti farà sobbalzare;
    forse ogni ombra che si proietterà sul tuo percorso abituale diventerà un possibile nemico da scongiurare…..
    L’uomo col cane, che incontri sempre alle prime luci del mattino…..sarà forse lui, l’ignoto autore ? O forse il giornalaio all’angolo, che ti dispensa un sorriso mentre ti porge il solito quotidiano……il dubbio nasce ad ogni volto incontrato, conosciuto o sconosciuto a te, e tu cerchi di scorgere negli sguardi incrociati l’odio che traspare da quelle scritte indelebili……..indelebili non tanto, qualcun’altro, forse, ha tentato di annullare il messaggio di morte, iniziando a “scorticare ” il tuo nome : …no …..;
    forse non ha avuto il tempo necessario per continuare , o qualcuno glielo ha impedito ,ma almeno capisci che ci può essere sempre qualcuno, di fronte ad ogni minaccia ed espressione di odio, che pareggia il “male”…..

  2. Cara Renza, è molto bello quello che scrivi sulla paura. E paura c’è. Ma dopo il primo attimo di sconcerto metti in conto anche quella, razionalizzi. Rifletti: chi vuole uccidere non avverte, non lo scrive sui muri. Però hai ragione su un aspetto: da quel momento comunque ti guardi intorno con molta attenzione, è un’abitudine che ho da allora, guardarmi sempre alle spalle.

  3. E’ quello che mi sono chiesto subito anch’io. Prima ho pensato alle BR: molti terroristi abitavano dietro casa mia (anche Gidoni, skipper di Moretti), al giornale avevo raccolto per telefono una rivendicazione, insomma cose serie. Poi invece ho capito che probabilmente erano tifosi dell’Anconitana: infatti la scritta è comparsa sulle mura dello stadio. Cretini, come tutti i tifosi.

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