Ancora un omicidio in Honduras

Dopo l’anno ‘nero’ 2010, in cui si sono contati 9 giornalisti uccisi mentre il paese rimaneva sospeso dall’Organizzazione degli Stati americani (Osa) a seguito del golpe del 28 giugno 2009, anche quest’anno gli operatori dell’informazione continuano a pagare con la vita la loro professione in Honduras. L’ultimo è Adán Benítez, 42 anni, noto al pubblico per aver lavorato negli ultimi 16 anni in diverse emittenti radiofoniche e televisive, assassinato da due uomini armati non identificati mentre rientrava a piedi a casa in una strada di La Ceiba, circa 400 km a nord di Tegucigalpa. Secondo la polizia si sarebbe trattato di una rapina, ma fonti della società civile fanno notare che è proprio alla criminalità comune che si tende ad attribuire la maggior parte degli omicidi di giornalisti senza prove sufficienti. Dei 20 assassinii contati dal 2003 a oggi, secondo la Commissione nazionale per i diritti umani, tutti sono rimasti impuniti. In un recente rapporto dell’organizzazione non governativa ‘C-Libre’, che si batte per i diritti dei giornalisti in Honduras, si denuncia che “lo Stato non ha mai dimostrato la capacità istituzionale a prevenire le violazioni, indagare e sanzionare i responsabili e a risarcire le vittime per i danni subiti”.

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