Quattro cronisti italiani nel Memorial

Da oggi ci sono quattro giornalisti italiani in più nella lista del Journalist Memorial del Newseum di Washington. Sono Cosimo Cristina, Giovanni Spampinato, Peppino Impastato e Mauro Rostagno. Tutti cronisti che hanno perso la vita in Sicilia, uccisi dalla mafia per aver svolto il loro lavoro di denuncia e informazione sui crimini, i delitti e le collusioni delle cosche. La loro passione civile e l’amore per il proprio mestiere e per la verità li ha uniti in un destino comune: la morte prima, ora questo importante riconoscimento. I loro nomi sono stati aggiunti nella lista alla memoria dei giornalisti del museo di Washington insieme a quelli di altri 59 cronisti uccisi in vari paesi nel 2010 mentre svolgevano il loro lavoro di informatori dell’opinione pubblica. Oltre ai quattro italiani, sono stati aggiunti anche i nomi di altri 14 giornalisti che hanno perso la vita per ragioni legate al loro lavoro negli anni scorsi. Il Journalist Memorial del Newseum, inaugurato nel 2008, contiene adesso 2084 nomi di martiri dell’informazione. Il memoriale viene aggiornato ogni anno con i nomi dei giornalisti che hanno perso la vita nell’anno precedente. I loro nomi sono incisi sui pannelli di vetro verticali che costituiscono la struttura a due piani che li contiene. Adiacente al monumento campeggiano le fotografie di centinaia di giornalisti, e chioschi elettronici contenenti dati su ogni personaggio. L’aggiornamento della lista che includerà i nomi di Cristina, Spampinato, Impastato e Rostagno avverrà in una cerimonia ufficiale al Newseum il prossimo 16 maggio. La notizia dell’iscrizione di Rostagno nella prestigiosa lista è stata commentata con piacere da Chicca Roveri, per 17 anni compagna del giornalista e proprio ieri ascoltata in aula per il processo per l’omicidio del suo compagno, in corso a Trapani ad oltre 22 anni dal delitto.La Roveriha parlato del lavoro di giornalista di Mauro, delle sue denunce contro la mafia, la droga, il malaffare: “Un giorno esordì in un editoriale in questo modo – ha ricordato –: qualche mio caro amico mi ha consigliato di abbassare i toni perché questo lavoro rischia di fare male alla Sicilia e alla comunità, io continuo a pensare e a dire che la migliore pubblicità che si può fare alla Sicilia è quella di affermare che la mafia va abbattuta”. Il memorial di Washington

2 risposte a "Quattro cronisti italiani nel Memorial"

  1. Abbiamo un compito: tenere per sempre vive le loro parole. Tu ci riesci. Non dimentichi. Le trasferisci. Con costanza, lealtà, precisione. Grazie, perchè così anch’io sono vivaio.
    francesca cenerelli

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