Cameraman morto in un attentato in Iraq

Almeno 53 persone, tra cui un giornalista freelance che lavorava per Reuters, sono morte in un attentato avvenuto nel quartier generale del Consiglio provinciale di Tikrit, città natale dello scomparso leader iracheno Saddam Hussein. Diversi uomini armati hanno usato autobombe, cinture esplosive e granate nell’attacco all’edificio. Sabah al-Bazee, 30 anni, collaboratore di Reuters in Iraq dal 2004 e di altri media internazionali come cameraman, è morto per le ferite riportate nell’esplosione, Bazee – sposato e padre di tre figli – era originario della provincia di Salahuddin, a nord di Baghdad. “A nome di tutta la squadra Thomson Reuters, desidero esprimere il mio dolore per la morte di Sabah al-Bazee”, ha detto l’Editor-in-Chief di Reuters, Stephen Adler.

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One thought on “Cameraman morto in un attentato in Iraq

  1. L’ orrore di questo fatto di sangue, forse non è il fatto in sè.
    Ma che non se ne parli. Perchè 53 morti sono tanti.
    Non per la quantità, anzi. Ma per la qualità della vita in questi posti.
    Quanto vale la vita umana in Irak?
    Ormai in questi luoghi maledetti, si deve superare quota 100 morti, perchè una notizia abbia un minimo di risalto e un francobollo di trafiletto nei fatti del mondo?
    Se è così, si è superata abbondantemente la soglia dell’ assuefazione, a notizie del genere.
    Ed è questo che fa ancora più orrore.

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