Un coro di proteste (trasversali) per la perquisizione al Giornale

“Per l’ennesima volta la casta dei magistrati mostra il suo volto violento e illiberale, La perquisizione nell’abitazione privata della collega Anna Maria Greco, autrice dell’articolo che conteneva sentenze pubbliche del Csm, non solo è un atto intimidatorio, ma una vera e propria aggressione alla persona e alla libertà di stampa. Stupisce che soltanto le notizie non gradite ai magistrati inneschino una simile repressione quando i magistrati stessi diffondono a giornalisti amici e complici atti giudiziari coperti da segreto al solo scopo di infangare politici non graditi”. Alessandro Sallusti (direttore “Il Giornale”)

‘Oggettivamente, non se ne puo’ piu’. Nello scontro politica-magistratura non possono essere chiamati a pagare i giornalisti se danno notizie, ancorche’ su di esse e sulla loro valenza in termini di interesse pubblico, ciascuno possa avere opinioni diverse. La perquisizione di oggi a carico della collega de ‘Il giornale’ Anna Maria Greco appare, allo stato, assolutamente incomprensibile, oltreche’, nei fatti, pesantemente invasiva’. Le notizie ‘riservate’, non escono mai con le proprie gambe. .Ma se si volesse prendere a prestito una espressione del moderno linguaggio politico-giudiziario, si potrebbe dire che si va a cercare presunte colpe, neanche meglio precisate, nell’utilizzatore finale’. Cosi non si puo’ andare avanti. Ai giornalisti e’ chiesto, tanto piu’ in questa fase di scontro politico e istituzionale dai toni esasperati, di alzare l’asticella della responsabilita’, per non fare la fine dei vasi di coccio. Ma occorre misura e rispetto, da parte di tutti’. Franco Siddi (segretario Federazione Stampa)

‘La perquisizione nella sede di un giornale lascia sempre l’amaro in bocca perché sa di censura, di limitazione al diritto di cronaca’. Un’altra perquisizione nella sede di un quotidiano. Non è la prima, né, purtroppo, sarà l’ultima. Stavolta ne ha fatto le spese il Giornale, ‘reo’ di aver pubblicato una notizia che aveva un suo fondamento di verità. Dov’è il peccato? Dove la scorrettezza? Quale tipo di reato hanno commesso i colleghi?’. Qui non è in gioco né la destra, né la sinistra. Né la maggioranza o l’opposizione E’ in gioco la libertà di stampa che in un paese civile e democratico non può mai essere messa in dubbio’. Bruno Tucci (presidente Ordine Giornalisti Lazio)

“Ci sono troppi tentativi di intimidire la stampa. E’ ardito sperare che la magistratura se ne tenga fuori? La Corte europea ha condannato il Belgio perché vennero perquisiti l’ufficio e l’abitazione del collega Hans-Martin Tillack con lo scopo “di svelare la provenienza delle fonti”. C’é un magistrato che ricorda di aver acquisito, ordinando una perquisizione nella sede di un giornale o a casa di un giornalista, qualcosa di diverso da una citazione sulla stampa? La domanda è retorica: la risposta, infatti, è negativa. Ecco perché quando vengono assunte iniziative come quella nei confronti del Giornale e della collega Anna Maria Greco la sensazione che se ne ricava è sgradevole. La Corte sentenziò che il diritto dei giornalisti di tacere le proprie fonti non deve essere considerato come un semplice privilegio che può loro essere tolto in funzione della liceità o non liceità delle fonti”. Enzo Iacopino (presidente Ordine nazionale Giornalisti)

“Da giornalista ancora prima che da parlamentare mi sono sempre battuto e continuerò a battermi per la libertà di stampa. Anche se ho sollevato qualche obiezione, non ho gridato allo scandalo per le tonnellate di pagine che hanno riportato intercettazioni telefoniche prive di alcuna notizia di reato ma solo tese a gettare fango e discredito sui protagonisti dei dialoghi e che dovrebbero essere tutelate dal segreto istruttorio; mi preoccupo se perquisizioni e controlli vengono effettuati quando un giornalista scrive su un magistrato. Non si tratta di difesa di corporazione né di lotta tra le stesse. Il principio deve essere uno, e rispettato da tutti. Tanto più se l’articolo in questione, quello scritto dalla collega Anna Maria Greco sul Giornale, riferisce fatti riportati in atti pubblici” Giancarlo Mazzuca (parlamentare Pdl)

‘Si perquisiscono le abitazioni dei giornalisti. Si intercettano i cittadini e si inibiscono i politici. Le liberta’ non contano nulla. Siamo ad un passo dallo stato di polizia’. Francesco Nucara (segretario Pri)

‘La giustizia italiana sembra sempre confermare due pesi e due misure. Delle vicende legate alla magistratura possono scrivere solo i giornali del pool delle procure, gli altri giornalisti sono avvisati. C’e’ una legge che riguarda Berlusconi, il centro destra ed anche i giornali d’area, mentre i congiurati anti Berlusconi sono assistiti da una particolare clausola d’impunibilita’. Adesso cosa rispondera’ l’associazione della stampa, il consiglio dell’ordine dei giornalisti o ad esempio il guru della liberta’ d’informazione Michele Santoro?’. Jole Santelli (vicepresidente gruppo Pdl alla Camera).

“La perquisizione nella sede romana del Giornale e a casa della giornalista Anna Maria Greco sono incomprensibili e ingiustificate. La campagna del Giornale contro Ilda Boccassini ha raggiunto toni disgustosi e francamente anche ridicoli. Ma questo non giustifica metodi sbagliati e che rischiano di limitare un valore irrinunciabile come la libertà di informazione”. Paolo Gentiloni (responsabile comunicazioni Partito Democratico)

‘E’ una strana perquisizione quella avvenuta nella sede del ‘Giornale’. Del resto, le perquisizioni nelle sedi dei giornali sono sempre inquietanti e preoccupanti, qualunque giornale sia. Ma nello scontro sempre piu’ violento e radicale tra la politica e la magistratura, non credo che debbano pagarne le conseguenze anche i giornalisti. Comunque, le perquisizioni nelle redazioni dei giornali sono sempre una brutta pagina per la democrazia e per la liberta’ di in formazione’. Giorgio Merlo (deputato Pd, vicepresidente della Commissione di Vigilanza Rai)

“E’ profondo lo sconcerto di fronte alle iniziative assunte dalla Procura di Roma. La perquisizione domiciliare e in redazione ai danni de Il Giornale e di Anna Maria Greco conferma ancora una volta quale doppiopesismo viga nel nostro Paese nei confronti della liberta’ di stampa: se si pubblica un vecchio fascicolo disciplinare ci si ritrova gli agenti dentro casa, se si viola il segreto istruttorio su inchieste in corso ai danni di Berlusconi o di esponenti del centrodestra ci si ritrova a fare convegni e comizi al fianco di blasonati pm. In ogni caso, dopo la vicenda della casa di Montecarlo e la questione odierna riguardante l’articolo del Giornale sulla Boccassini, diamo atto alla Procura di Roma di aver sfatato in poche settimane il luogo comune sulla lentezza della giustizia…”. Gaetano Quagliariello, (vicecapogruppo vicario PdL al Senato)

“In passato, di fronte a plateali violazioni del segreto istruttorio non c’e’ stato -salvo rare eccezioni- alcun intervento della magistratura. Del tutto inusitato, al limite dell’incredibile, e’ il trattamento riservato ad un membro del Csm, che non credo abbia precedenti nella storia della Repubblica. Piu’ in generale, e’ ancor piu’ incredibile il ben diverso trattamento riservato da un lato al ‘Giornale’ e dall’altro alle testate di opposta collocazione politica’. Fabrizio Cicchitto (capogruppo Pdl alla Camera) GLI INTOCCABILI [foto: Annamaria Greco]

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3 thoughts on “Un coro di proteste (trasversali) per la perquisizione al Giornale

  1. Ecco ,leggendo ora ho capito perfettamente ! E’ l’annoso scontro tra poteri forti che non da tregua.Ovviamente a scapito di tutti,specialmente del cittadino comune che vorrebbe una giustizia giusta!Invece prevalgono le guerre intestine!Certo nessuno ha dimenticato Di Pietro da magistrato di Mani Pulite a Padrone dell’IDV….e lo dico con sincero dispiacere.

  2. ah povera Italia dove te ne stai andando? qual è la tua direzione?Perchè la perquisizione mi suona di fazioso e di politically uncorrect?Continua la guerra tra magistratura e politica..guerra fatta anche di connivenze epiche se vogliamo dirla tutta!

  3. @Irisilvi. Mi ricordo sentirlo ancora l’ onorevole Di Pietro: “- Io a quello lì lo sfascio!-” se questa è obiettività professionale…comunque oggi il problema è un altro, anche se nella realtà è rivestito dello stesso spirito.

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