L’unica voce di Haiti

Un anno dopo il devastante terremoto che ha colpito Haiti, il settore dell’intrattenimento sull’isola é uno dei pochi che sembra essere effettivamente ripartito: “Siamo abituati a convivere con una miseria atavica, e la musica, lo svago, sono sempre stati un modo per lasciarci i problemi alle spalle, almeno per qualche ora”. A dirlo é Carel Pedre, il “dj-giornalista”, che a gennaio 2010 divenne per qualche ora l’unica voce del Paese a poter testimoniare la tragedia di un terremoto che aveva causato centinaia di migliaia di vittime. “Può apparire sorprendente, però è vero che organizziamo un sacco di eventi, vere e proprie feste, anche se chiaramente la situazione è molto difficile – spiega Carel -. Conosciamo bene la miseria, ci sono generazioni che hanno conosciuto solo quella. Così la musica, il ballo, sono da sempre delle valvole di sfogo”. L’altra faccia della medaglia è che “molti oramai sono disillusi”, e quindi “tendono a pensare solo allo svago”, dimenticando quanto sia “importante partecipare attivamente” alla vita politica e sociale del Paese. “Miliardi di dollari in aiuti non sono serviti a nulla. E’ dagli anni ’80 che arrivano fiumi di denaro pero’ mancano sempre le case, le infrastrutture, le fabbriche per dare lavoro alla gente”, sottolinea il dj che aggiunge: “Un anno dopo il terremoto, è sempre la stessa storia. Dollari su dollari ma oltre un milione di persone vive ancora nelle tendopoli”. Manca “una visione strategica, da parte del governo ma anche da parte dei Paesi donatori, che dovrebbero monitorare e indirizzare gli aiuti per creare vero sviluppo in una nazione come la nostra, caratterizzata da un sistema politico instabile”. Nel rapporto 2008 di Transparency International, Haiti si è piazzata al quarto posto nel mondo nell’indice sulla corruzione. “Qui c’é la distruzione totale, i morti e feriti si contano ogni due passi”, scrisse un anno fa Carel Pedre su twitter pochi minuti dopo il devastante terremoto. Un anno dopo, è diventato una celebrità: a maggio 2010 ha ricevuto il premio giornalistico Shorty Awards per l’uso di Twitter come mezzo di comunicazione nelle ore successive al sisma, garantendo con i suoi twit, le foto, poi la voce e infine una web-cam il flusso di informazioni. Claudio Accogli Ansa

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