Due cronisti pestati in Russia sono in fin di vita

Oleg Kashin, un giornalista del periodico russo Kommersant, è stato ricoverato con fratture multiple  ed è in coma farmacologico in un ospedale moscovita, dopo un brutale pestaggio di fronte la sua abitazione. Lo ha reso noto il direttore del periodico, secondo il quale l’aggressione è “legata all’attività professionale” del giornalista, che ha coperto alcune proteste dell’opposizione. Questa tesi sembrerebbe avvalorata dal fatto che gli aggressori non hanno portato via nulla al giornalista 30enne, né il portafogli né il cellulare. Il giovane è stato ricoverato in ospedale con due gambe rotte, il cranio danneggiato e la mandibola fratturata in due diversi punti. Il presidente Dmitry Medvedev ha ordinato al procuratore generale e al ministro dell’Interno “un controllo speciale sull’inchiesta”. “Questo dimostra che ci sono persone della nostra società disposte a ricorrere al crimine per chiudere la bocca ai giornalisti”, ha detto il responsabile del sindacato giornalisti russo. Un altro giornalista e’ stato pestato e ferito gravemente a Mosca, due giorni dopo il tentato omicidio di Oleg Kashin, cronista del quotidiano Kommersant.Si tratta di Anatoli Adamciuk, cronista del Zhukovskie Vesti, attaccato fuori dalla sede del quotidiano da due uomini che gli hanno procurato un trauma cranico con commozione cerebrale.Kashin, con trauma cranico e fratture in tutto il corpo, è in coma artificiale.Dal 2000 i casi insoluti di giornalisti assassinati sono 19, fra cui la Politkovskaia. (a destra, Oleg) Il video

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4 thoughts on “Due cronisti pestati in Russia sono in fin di vita

  1. Oleg Kashin questo è il suo nome! Le prime notizie arrivate in Italia parlavano di un giornalista che si chiamava Oleg Kommersant confondendo il nome del giornale con il suo….un errore che diventa riconoscimento per chi ,come questo giornalista, sta rischiando la vita per la Verita’!
    Come per Anna Politikovskaja si tenta di fermare un processo di democratizzazione che inevitabilmente passa attraverso la liberta’ di stampa. Non saranno morti o bastonati inutilmente,non ci voglio credere!

  2. Il giornalista del quotidiano russo “Kommersant”, Oleg Kashin, 30 anni, che lo scorso 6 novembre era stato vittima di un violento attacco a colpi di sprangate nei pressi della sua abitazione, nella via Pjatnizkaja di Mosca, a seguito del quale era caduto in coma farmacologico, ha ripreso conoscenza. Era stato ricoverato d’urgenza in ospedale con fratture plurime alle gambe e alla mandibola, oltre che numerose lesioni interne e le sue condizioni erano davvero precarie. Ora però il rapporto medico spiega che “Oleg è cosciente da poco più di 24 ore, ma non può ancora parlare perché si trova ancora attaccato al macchinario per la ventilazione artificiale e quindi non è ancora in grado di respirare da solo”. Nonostante ciò si può dire che non è più considerato in pericolo di vita. Il presidente Medvedev assicura che sarà fatta luce e che nulla resterà impunito.

  3. La giustizia russa può offendere la libertà stampa più della violenza: Mikhail Beketov venne picchiato a sangue per aver attaccato il sindaco di un corrotto sobborgo di Mosca. Le percosse talmente forti nel 2008 gli tolsero il dono della parola e hanno costretto i medici ad amputagli una gamba e un paio di dita. Ma il giornalista oggi non merita clemenza, secondo un tribunale di Mosca. Piuttosto una multa – maggiorata – per aver diffamato Vladimir Streltchenko, primo cittadino di Khimki, dove gli affari non guardano in faccia nessuno e solo l’intervento del leader del Cremlino Dmitri Medvedev ha fermato la distruzione di un’intera foresta per costruire un’autostrada. Khimki ha vinto sul giornalista” scrive Gazeta.ru, il giornale online più autorevole in Russia. Il caso Beketov, e i più recenti pestaggi di Oleg Kashin di Kommersant, dell’attivista Kostantin Fetisov e del giornalista Anatolij Adamchuk non sono soltanto l’ennesimo sintomo della malattia della violenza che ammorba la libertà di stampa. Sono l’espressione di una giustizia russa che non funziona.

  4. Il video è terrificante!!!! Lo volevano sicuramente ammazzare.In realta’ credevo che fossero cambiati i termini di aggressione ,che il clamore dopo Anna Politikovskaja li avesse un po’ fermati.Che illusa….
    Ma da questo video si puo’ sicuramente risalire agli aggressori,basta volerlo!

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