Un altro giornalista ucciso in Iraq, il terzo in un mese

L’iraq riguadagna il quarto posto nella classifica dove è piu’ alto il numero delle vittime tra i giornalisti, a causa di perduranti situazioni di conflitto. La denuncia viene da IPI, l’Istituto della Stampa Internazionale con sede a Vienna che da anni effettua un monitoraggio sulle morti dei giornalisti in quanto obiettivi di guerra, a causa della loro professione, o uccisi nel corso del loro lavoro di documentazione. Il comunicato di IPI arriva dopo l’ennesima vittima, un cameraman della TV satellitare Al Hura (finanziata dagli USA) ucciso a Baghdad lunedi scorso, Tarir Kadhim Jawad, da una bomba a detonatore fatta esplodere sulla sua auto. Jawad è il quinto giornalista ucciso in Iraq quest’anno e il terzo nel giro di un mese. E l’ennesima vittima ha fatto passare l’Iraq dal quinto al quarto posto dei paesi considerati “mortali” per gli operatori dell’informazione. Al quarto posto dopo Messico, Honduras e Pakistan. Secondo i dati IPI, tra il 2003 e il 2008, con l’invasione Usa dell’Iraq, 267 giornalisti sono stati uccisi in Iraq, ma il numero è diminuitonotevolmente nel 2009, con 4 giornalisti uccisi contro i 14 del 2008 e i 42 del 2007. Il rapporto di Reporter senza frontiere

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