L’ultimo giornale

Non si sa, prossimamente, che fine artistica faranno i quotidiani formato Ipad. Si sa, invece, che utilizzo ne hanno fatto, in passato, artisti come Kurt Schwitters (nei suoi collages fatti di parole ritagliate da pagine di quotidiani), Braque, Picasso e anche il nostro Luciano Fabro che li distendeva sul pavimento, come spesso si fa quando c’è una perdita d’acqua in casa. Un detto inglese dice: Today’s newspaper is tomorrow’s fish wrapping, ossia cartoccio per il pesce fritto. Una sorte ingloriosa? No, il giornale è un bene di consumo, fragile, passeggero: non dissimile dalla vita, e le notizie sono come vicende umane. Alfredo Jaar, per attirare l’attenzione del mondo sul dramma del Ruanda, ripropose, nel suo lavoro Untitled, diciassette copertine del settimanale americanoNewsweek per denunciare come, solo dopo le cover sulla Borsa, sulle vitamine, sul football, su Jacqueline Kennedy, Nixon, la rivista si decise finalmente ad affrontare, in prima pagina, quei crimini contro l’umanità. segue

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