Messico, giornalisti in piazza per salvarsi la vita: negli ultimi nove anni sessantaquattro sono stati uccisi, dodici sono spariti (per sempre)

Assassinati, minacciati, rapiti e scomparsi. Dal 2001 i giornalisti ammazzati, sono stati 64 , tutti cronisti che si stavano occupando di inchieste sul narcotraffico. I giornalisti messicani hanno paura e sono scesi in piazza nella capitale, Città del Messico per chiedere al Governo protezione e provvedimenti per la loro sicurezza. I reporter hanno marciato con striscioni su cui c’erano scritti i nomi di 76 giornalisti: negli ultimi anni, in 64 sono stati assassinati e in 12 sono spariti, secondo la commissione nazionale per i diritti umani. “Ci sono zone dove è impossibile lavorare da reporter, dove chi si azzarda ad andare per strada con una telecamera o con un taccuino potrebbe morire subito o essere torturato”, racconta l’operatore video Epigmenio Ibarra. “Penso che abbiamo pagato un prezzo troppo alto. E’ tempo che il governo garantisca la sicurezza per esercitare la professione e allo stesso tempo discuta sotto quali condizioni il giornalismo debba essere praticato”. I giornalisti hanno marciato fino davantia alla sede del governo,. Lì hanno appeso uno striscione all’entrata, con i nomi di tutti i giornalisti dispersi e quelli ammazzati. “Speriamo che il governo capisca che chiediamo solo la tutela dei nostri diritti. Speriamo che lo stato non evada dalle sue responsabilità”, ha sottolineato Jose Cardenas, reporter in una radio locale. Dal 2007, sono circa 26mila le vittime per traffico di droga e violenze. Le cifre

Sono dodici ufficialmente quest’anno i giornalisti messicani uccisi, nel senso che sono stati ritrovati in corpi. Ma quasi altrettanti sono scomparsi e vanno ad aumentare il numero di quelle che sono considerate le “morti bianche”. E’ un anno particolarmente violento il 2010 per i reporter nel mondo: già 73 i morti, il mese peggiore aprile con 18 vittime. Dopo il Messico, i Paesi più pericolosi per i giornalisti sono per ora sicuramente Honduras (8 morti), Pakistan (6) e Nigeria, Filippine e Russia (4). Molto alto anche il numero dei reporter imprigionati per reati di opinione: 284 in totale, di cui 116 bloggers. I Paesi peggiori per la libertà di stampa restano l’Iran (37 giornalisti in galera) e soprattutto la Cina (110 imprigionati, di cui 80 cyberdissidenti: dove il web mette ancora molta paura). Dossier

Pulire la scena del crimine diventa un business, ma ci vuole stomaco

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