Afghanistan, censura di guerra

Parlare della guerra in Afghanistan sarà ancora piu’ difficile. Dopo l’articolo del Rolling Stones sul Generale McChrystal e l’uscita di scena di quest’ultimo, il Segretario alla Difesa americano Robert Gates ha posto nuove restrizioni ai militari che parleranno con i media. In un memorandum di tre pagine rilasciato la scorsa settimana da Gates ha ordinato che i vertici del Pentagono e i leader militari contattino il Servizio degli Affari Pubblici del Dipartimento della Difesa Usa “prima di rilasciare qualsiasi intervista o dichiarazione che abbia conseguenze dal punto di vista nazionale e internazionale”. Fonti accreditate sostengono che l’ordine fosse già in cantiere molto prima che Michael Hastings, giornalista freelance del Rolling Stones, intervistasse il Generale. Nondimeno però, la nuova politica di accesso limitato alle infomazioni tracciata dal Pentagono è stata intepretata dai giornalisti e dai soldati presenti nel teatro di guerra come conseguenza dell’affaire McChrystal. Anche la tempistica non è delle migliori. Il conflitto afgano si fa sempre più violento e i giornalisti vogliono avere gli strumenti che permettano di poter raccontare la guerra in prima linea. “Mi preoccupa. Mi preoccupano queste direttive”, spiega Martha Raddatz, corrispondente di Abc News. Parlando da Kabul sottolinea che “quando aggiungi uno strato come questo è faticoso lavorare. Sei sul campo e devi ottenere il permesso da qualcun altro, non dalle persone con cui parli direttamente. Così è molto più difficile”. E’ probabile che i corrispondenti più anziani non subiranno le conseguenze di queste direttive. Ma quelli più giovani, con meno esperienza, che non hanno mai avuto contatti con l’ambiente dei militari, avranno certamente delle difficoltà. “Senza contare poi i militari non abituati ad un confronto con i media”, aggiunge Raddatz. Sembra comunque che un cambiamento di atteggiamento da parte dei militari ci sia stato già prima dell’ordine di Gates. Il corrispondente di Nbc Richard Engel parla di un ‘media blackout’ subito dopo la pubblicazione dell’articolo del Rolling Stones. E spiega che tra le nuove restrizioni c’era anche quella di proibire ai soldati di commentare l’articolo. “Potevamo intervistare le truppe su altre questioni – ci spiegavano gli ufficiali – tranne su McCrystal o l’articolo del Rolling Stones”, racconta Engel.  segue Mariangela Pira IL BLOG DELLE DONNE AFGHANE

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