Calabria, quei cronisti in trincea

Basterebbero l’incipit e il finale per capire il valore del libro di Roberta Mani e Roberto Rossi, due giornalisti accomunati da un impegno nel gruppo di lavoro“Ossigeno per l’informazione” della Fnsi, che sono venuti a raccontare quello che nel titolo chiamano “Avamposto” (editore Marsilio). Sottotitolo: “Nella Calabria dei giornalisti infami”. E siamo all’incipit. «Ciao papà, che significa ‘mpamu?» «E perché, chi te l’ha detto?» «A scuola. Un mio compagno.» «Ah. E che t’ha detto?» «Statti muta tu, ca io non ci parlo con i figli i’ mpamu!» L’infame è un giornalista che sta dalla parte degli sbirri. E’ peggio degli sbirri perché questi fanno il loro lavoro, il giornalista sceglie da che parte stare. segue Matteo Cosenza direttore del “Quotidiano della Calabria”

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