Sono già quattro i reporter uccisi quest’anno

Manifestazione a Manila dopo la strage di giornalisti filippini alla fine del 2009

Ho sempre pensato, e detto, che le cifre vanno prese sempre per difetto. Mi riferisco alla triste litania dei reporter che ogni anno perdono la vita facendo il proprio lavoro. Non è facile infatti districarsi tra le decine di conflitti nel mondo e nelle centinaia di regimi assassini: sono troppi e c’è troppa voglia di silenzio. Quest’anno mi sono messo d’impegno, tentando di ricostruire il più possibile questi lutti, non tanto per commemorare, quanto per denunciare. Nelle liste cosidette ufficiali figura una sola vittima nel 2010 ed è naturalmente l’inglese Ruper Hamer perchè è morto in Afghanistan, uno dei territori più “visibili” dai media internazionali. Invece però sono quattro già le vittime e il mese non è ancora finito: in cinque giorni, dal 5 al 10 gennaio. Un bulgaro, un angolano, un messicano. Molto distanti fra loro, ma uniti nello stesso destino. Nel dossier in alto che aggiornerò in tempo reale ci sono nomi, dati e circostanze. Sperando naturalmente, con tutte le forze, che sia il meno lunga possibile.

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