La Turchia contro i siti web

L’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa ha reso oggi che la Turchia blocca circa 3.700 siti web per “ragioni politiche e arbitrarie” e ha chiesto riforme della cornice legale che indichino l’impegno di Ankara in favore della libertà di espressione. Milos Haraszti, osservatore sulla libertà di stampa dell’Osce – organismo composto da 56 nazioni europee – ha detto che la legislazione turca su Internet non riesce a difendere la libera espressione e che andrebbe riformata oppure abolita. “Nella sua attuale forma, la legge 5651, comunemente nota come legge su Internet in Turchia, non soltanto limita la libertà d’espressione, ma restringe in modo severo il diritto d’accesso dei cittadini all’informazione”, ha detto Haraszti in un comunicato. Il “monitor” Osce ha reso noto che la Turchia, candidata all’ingresso nell’Unione europea, blocca l’accesso a 3.700 siti web, tra cui YouTube, GeoCities e alcune pagine Google perché la legislazione di Ankara su Internet è troppo ampia e soggetta a interessi politici.

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