L’ultimo rifugio di Terzani

L’ultimo rifugio di Tiziano Terzani è in pericolo. Dopo le alluvioni e le “grandi piogge” di Natale, una frana minaccia l’Orsigna, la frazione più lontana del comune di Pistoia, un piccolo Eden abbarbicato sull’Appennino. Alcune famiglie hanno già dovuto abbandonare le abitazioni di pietra e se non si corre ai ripari altre rischiano lo sgombero. Tra queste anche la casa abitata dal grande giornalista e scrittore in località Lavacchini. Qui Terzani ha scritto le sue ultime opere. E nel libro “La fine è il mio inizio”, un dialogo con il figlio Folco, ricorda questa località con affetto struggente anche ripercorrendo la sua storia. «A quel tempo l’Orsigna era ancora piena di gente. – scrive Terzani – La guerra era appena finita e gli uomini facevano i boscaioli nelle montagne di là del fiume. Facevano cose incredibili! Legavano un cavo di ferro nella montagna di fronte, poi a spalla, attraversando il fiume, lo portavano da questa parte, lo legavano in piazza, lo mettevano in tensione e dall’altro versante facevano partire i carichi di legna attaccati ad un uncino. Arrivavano a velocità spaventosa ed andavano a sbattere contro un copertone. A volte quei pazzi ci si legavano loro stessi. (…). Una volta uno si distrasse fra un carico e l’altro e finì schiacciato in piazza». Marco Gasperetti segue

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