Non disturbare il manovratore

Uno degli aspetti meno indagati degli Emirati Arabi Uniti è quello della libertà di espressione. Il clima è molto particolare, nel senso che la percezione di libertà è totale. Una presenza discreta delle forze dell’ordine e una totale libertà di movimento, configgono con una realtà sociale fatta di sfruttamento del lavoro, prostituzione e traffici illeciti internazionali. Di tutto questo, però, nei giornali di Dubai e dintorni non c’è traccia. I quotidiani sono tanti: Gulf News, Khaleej Times, The National per citare i più diffusi, in lingua inglese. Tutti estremamente cauti nel riportare i fatti più sgradevoli di una società che sembra pensata per rassicurare, divertire e incitare all’investimento e alla spesa. Con un rispetto verso le famiglie regnanti nei sette emirati che sfiora la piaggeria. Tra loro si fa largo un free-press: 7days. Anche questo in lingua inglese, si caratterizza per un minimo di inchieste più spinose, seppur diluite tra articoli di un peso specifico non indimenticabile. Della situazione dei media negli Emirati ne abbiamo parlato con Sean O’Driscoll, giornalista irlandese trapiantato a Dubai, un passato tra Associated Press e Irish Times, firma di punta del giornale. L’intervista

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