Russia: trecento giornalisti uccisi

Sono 300 i giornalisti uccisi nella Federazione Russa dal 1993 (anno della fine dell’URSS ) fino all’inizio del 2009. Il dato è il risultato del primo rapporto sistematico sulla morte dei giornalisti in Russia pubblicato dalla Federazione Mondiale dei giornalisti (IFJ ) e curato dal Centro per il Giornalismo in Situazioni Estreme (CJES ) con sede a Mosca, al cui direttore, Oleg Panfilov, è stata assegnata la Nona Edizione del Premio internazionale per la libertà di informazione ISF-Città di Siena “.Il dato è contenuto nel comunicato diffuso oggi dall’Esecutivo dell’associazione Information Safety and Freedom che organizza il Premio con il Comune di Siena ed il contributo della Banca Monte dei Paschi e la collaborazione dell’associazione Rocco Barnabei. “Il giornalista Oleg Panfilov – si legge nella nota di Information Safety and Freedom- ha annunciato di aver abbandonato la Russia per trasferirsi in Georgia, dopo aver subito pesanti minacce.’ Non si può vivere in un Paese dove stampa e televisione mentono, il governo mente e la gente ha paura ‘, ha dichiarato il direttore del CJES che a Tblisi ha aperto una scuola di giornalismo e curerà l’avvio di un nuovo canale televisivo in lingua russa. In Russia è oggi in atto un revival della cultura politica sovietica e si prefigura una nuova dittatura “. “La Russia – continua la nota dell’esecutivo di ISF –  è collocata al 174 ( su 175 ) nella classifica 2009 per la libertà di stampa stilata dalla Freedom House, al 153 posto ( su 195 ) in quella di Reporters Sans Frontieres e al terzo fra quella dei 10 Paesi con meno libertà di stampa del Comitte for Protect Journalists di New York. Il 75 per cento dei russi si informa solo attraverso la tv e quasi tutti i canali televisivi sono sotto il controllo diretto o indiretto del Cremlino. Le leggi sul terrorismo hanno reintrodotto il reato di alto tradimento, di staliniana memoria, che prevede da 12 a 19 anni di carcere e negli ultimi sei mesi sette giornalisti sono stati arrestati con questa accusa “. “A venti anni dalla caduta del Muro di Berlino- dichiara il presidente di ISF Stefano Marcelli – la Russia non è libera . Il popolo russo è povero, triste e intimidito da chi lo governa e i giornalisti sono testimoni scomodi che vanno messi a tacere con qualunque mezzo “.

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