Fotoreporter francese ucciso in Salvador

povedaIl fotoreporter francese Christian Poveda è stato trovato in un’auto nel Salvador ucciso con un colpo di pistola alla testa. Lo ha riferito oggi la polizia locale. Il giornalista 54enne aveva da poco realizzato un documentario sulla guerra tra le «maras», le feroci gang dedite al traffico di droga e alle estorsioni che infestano il Salvador e altri Paesi dell’America centrale. La polizia salvadoreña ha riferito che il corpo di Poveda è stato rinvenuto a Tonacatepeque, una zona rurale a nord della capitale. Il ministro della Sicurezza pubblica, Manuel Melgar, ha deplorato quello che ha definito «un atto criminale ripugnante» e ha affermato che la polizia lavorerà senza sosta per catturare gli assassini di Poveda. Poveda viveva nel Salvador e aveva recentemente realizzato La vida loca, un documentario sulla vita dei membri della mara «La 18», la cui uscita è programmata in Francia per il 30 settembre. Il lavoro di Poveda aveva avuto molto rilievo tra gli organi d’informazione del Salvador. Il documentario, che mostra la vita delle maras, è anche molto critico con la polizia locale che agisce pesantemente contro le gang. Descrive inoltre le condizioni economiche del Salvador che conducono i giovani verso il crimine. Poveda dice che le «maras portano il terrore», ma allo stesso tempo afferma che i giovani membri delle gang riescono a interpretare il malessere della vita nel Paese centroamericano. «Dobbiamo capire perché ragazzini di 12-13 anni entrano in una mara e danno la vita per essa», ha detto il fotoreporter in una recente intervista al quotidiano online salvadoreño El Faro. Poveda era per la prima volta giunto nel Salvador come fotografo per Time. Ha lavorato inoltre per giornali come El Pais, Le Monde, New York Times, Paris Match e Stern seguendo le guerre in Iran, Iraq, Libano e in altre nazioni. Dagli anni Novanta si dedicò ai documentari e in particolare alle gang del Salvador. Nel Paese ci sono oltre 16 mila aderenti alle maras, nate quando molti salvadoreñi sono tornati in patria espulsi dagli Usa dopo aver passato anni nelle prigioni statunitensi. El Salvador ha il più alto tasso di omicidi di tutta l’America Latina.

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