Giornalista russa denuncia torture: condannata

La giornalista Elena Maglevannaïa è stata condannata 200mila rubli di ammenda (circa 4.500 euro) e alla pubblicazione di una ritrattazione per avere, secondo il tribunale che l’ha giudicata, “sparso false informazioni che hanno leso l’onore dell’amministrazione penitenziaria russa”. La giornalista aveva pubblicato all’inizio dell’anno, sul sito Vestnikcivitas, alcuni articoli sulla tortura nelle carceri russe. Uno di questi articoli era stato dedicato alla situazione di Zubaïr Zubairaïev, un giovane ceceno detenuto a Volgograd. Elena Maglevannaïa ha già annunciato che ricorrerà in appello e che non ha alcuna intenzione di smentire ciò che ha scritto. Zubaïr Zubairaïev risiedeva fino al 2007 in Austria dove aveva ottenuto lo stato di rifugiato. Nel 2007 decise di ritornare in Cecenia ma fu subito arrestato. Nell’agosto 2007 fu condannato a cinque anni con l’accusa di avere aggredito un membro delle forze dell’ordine. Trasferito a Volgograd, riescù a fare avere sue notizie alla sorella informandola delle atroci torture subite. Un’organizzazione dei diritti dell’uomo riescì in seguito a visitare la colonia penale e a fotografare le ferite di Zubairaïev. Nel febbraio 2009 venne organizzata un conferenza stampa sul caso. Alla conferenza parteciparono due figure molto note nel campo della difesa dei diritti in Russia. Lev Ponomariov (Per i diritti dell’uomo) e Svetlana Gannoushkina (Solidarietà civile). Elena Maglavennaïa pubblicò in seguito un articolo – corredato di foto – che fece scalpore sul web. Immediatamente l’amministrazione penitenziaria la querelò per diffamazione.

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