Baghdad oggi, un inferno

(…) L’intera Baghdad è zona rossa, cioè a rischio autobomba o agguati militari o  rapimento per giornalisti o funzionari occidentali. La zona verde, quella delle ambasciate, delle basi americane, dei due bar per truppe Usa, della sede ONU  e del sopravvissuto Hotel Al Rasheed, è in realtà un fortino di poche miglia quadrate, controllato da autoblindo armate ed elicotteri, con check-point da 3-4 controlli e lunghi anche 500 metri,nei quali i mitra sono sempre con il colpo in canna, in questo momento controllati da soldati “mercenari” peruviani oppure  iracheni sempre molto nervosi e sospettosi, soprattutto la sera e di notte. Quindi gli iracheni sono tutti, o quasi, nelle zone a rischio, noi atterriamo con l’elicottero in una zona che si attraversa da una parte all’altra in pochi minuti, con strade semivuote e poche abitazioni dove la gente vive quasi con vergogna perché è additata come possibile “collaborazionista”. (…) Articolo21

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