Il re dell’Arabia Saudita Abdullah ha graziato la giornalista Rozanna al Yami, 22 anni, condannata a 60 frustate per aver lavorato ad un talk show in cui un saudita ha parlato delle sue esperienze sessuali extraconiugali. Abdullah ha chiesto al ministero della Giustizia saudita di abbandonare il caso e passarlo al ministero dell’Informazione. La donna sabato era stata condannata per aver lavorato part-time per il canale satellitare libanese Lbc, colpevole di aver mandato in onda una trasmissione nella quale un saudita si vantava della sua vita sessuale. Il re «ha chiesto al ministero della Giustizia di abbandonare (la condanna alla) flagellazione e di passare la questione al ministero dell’Informazione», ha detto un portavoce del governo, Abdel Rahmane al-Hazaa. Anche il dossier su un’altra giornalista di Lbc è stato trasferito, su ordine del re, al ministero dell’Informazione, che dovrà decidere come e se punire le due professioniste. segue
27 Ottobre 2009 a 10:38 pm
Avevo sentito le ultime su Rozanna al Yami, ma non tutti questi dettagli.
Come si fa a districarsi in un mondo che diciamo globalizzato con una punta di orgoglio magari, e magari pure senza frontiere quando la violenza è nel Dna dell’uomo?
Mi trovo in un paese della grande provincia salernitana.
Pur vivendo in una situazione dorata, o forse proprio per questo, mi accorgo delle sottili imposizioni che, ancora oggi e al Sud, le donne subiscono.
Ma è il prezzo che si paga al Sud al matriarcato.
Ciao Pino