Cinquant’anni fa, il 19 settembre 1959, nacque a Napoli il giornalista Giancarlo Siani, assassinato dalla camorra il 23 settembre 1985, quattro giorno dopo aver compiuto 26 anni . Siani iniziò sin da giovanissimo a scrivere per il periodico “Osservatorio sulla camorra”, focalizzando il proprio lavoro sulle gerarchie delle famiglie camorristiche che comandavano la malavita di Torre Annunziata e della zona oplontina. In seguito lavorò come corrispondente de “Il Mattino” dalla sede distaccata di Castellamare di Stabia. Il 10 giugno 1985 il giovane giornalista pubblicò un articolo contenente delle rilevazioni, ottenute grazie ad un amico carabiniere, dalle quali emerse che il clan Nuvoletta – organizzazione contrapposta al disegno cutoliano ed esponente della “Nuova Famiglia” – con una “soffiata” rese possibile l’arresto del boss Valentino Gionta, catturato a Poggio Vallesano subito dopo aver lasciato la tenuta del boss Lorenzo Nuvoletta – in seguito i collaboratori di giustizia hanno rivelato che l’arresto di Gionta fu il prezzo pagato dal clan per ottenere un patto di non belligeranza con il capo storico della camorra casertana, Antonio Bardellino. La notizia pubblicata da “Il Mattino” mise in cattiva luce il clan Nuvoletta che, “vendendo” il boss Valentino Gionta alla polizia, furono etichettati come degli “infami ” dagli altri clan partenopei. I capo-clan Lorenzo e Angelo Nuvoletta si riunirono più volte per discutere su come eliminare Siani, decisero di farlo quattro mesi dopo l’uscita dell’articolo. Giancarlo Siani fu ucciso in Via Vincenzo Romaniello, alle 20.50 di mercoledì 25 settembre mentre stava tornando a casa dei genitori, residenti al Vomero. Per l’omicidio, il 15 aprila 1997, sono stati condannati all’ergastolo i tre mandanti Angelo Nuvoletta, Valentino Gionta e Luigi Baccante e gli esecutori materiali del delitto Ciro Cappuccio e Armando Del Core.
I cinquant’anni (mancati) di Giancarlo Siani
21 Settembre 2009 di pinoscaccia