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Archive for 3 Aprile 2008

Urlare per Ingrid

“Il grido (muto) viene da Oltreoceano. E rimbalza in Francia , dove domenica dieci città scenderanno in piazza per chiedere la salvezza di una bella donna sequestrata da quasi sei anni. “Si sta facendo morire, forse è già morta“, dice il marito. Ammalata di epatite B, lesmaniosi, malaria e soprattutto senza più voglia di vivere, lei ha smesso di nutrirsi. Nell’ultima lettera ai familiari, ha detto di sentirsi una “morta vivente“, di non avere più speranza. Ingrid Betancourt era la candidata alle ultime elezioni presidenziali colombiane per la lista Verde Oxigeno. Era la speranza di portare quel Paese oltre la guerra civile che lo insanguina da più di cinquant’anni. Di liberarlo da esercito, narcos, terroristi delle Farc e paramilitari, che lo tengono in ostaggio massacrando campesinos, sindacalisti, politici e giornalisti.(Una danza macabra a cui partecipa anche la nostra ‘ndrangheta). E per questo era scomoda per tutti quei banditi sanguinari. Sono arrivati per primi quelli delle Farc (Forze Armate Rivoluzionarie Colombiane) che considerano un nemico chiunque partecipi alla vita politica del Paese. Sono intervenuti prima il presidente colombiano Uribe, poi il presidente venezuelano Chavez che sostiene le Farc. E ora quella speranza chiamata Ingrid sta tramontando. Il 9 aprile prossimo rilanceremo quel grido dalla sala della Provincia di Milano, presentando il libro “Sotto Pressione: il giornalismo colombiano prigioniero di guerriglia, narcotraffico, paramilitari e governo”, scritto dai colleghi colombiani: noi di Information Safety and Freedom e quelli di Selvas. Ci sarà anche Hollman Morris , giornalista più volte minacciato di morte assieme alla famiglia”.

Categories: colombia

Condannato dissidente cinese

L’attivista per i diritti umani Hu Jia, uno dei principali contestatori della politica cinese in Tibet, è stato condannato a tre anni e mezzo di carcere per istigazione a sovvertire i poteri dello Stato: questa la sentenza pronunciata dalla Prima Corte Intermedia di Pechino. Un verdetto che ha acceso le polemiche internazionali nei confronti della Repubblica Popolare, accusata di voler mettere a tacere i dissidenti in vista dei Giochi Olimpici dopo la brutale repressione nella regione himalayana.

Categories: cina

Pugnalato editore di settimanale libero

Arseny Makhlov, fondatore del settimanale indipendente ‘Dvornik’, pubblicato nella città occidentale di Svetlogorsk (regione di Kaliningrad.) è stato pugnalato due volte alla schiena da un individuo non identificato che lo ha assalito mentre l’editore russo stava lasciando un ristorante. Makhlov è stato condotto in ospedale per breve tempo e poi dimesso. Secondo Makhlov l’attacco è da collegare alla sua attività di giornalista. Il settimanale ‘Dvornik’ si occupa di questioni politiche e sociali, e spesso critica le azioni del governo locale. Secondo l’agenzia di stampa Regnum, un recente articolo apparso su Dvornik metteva in risalto il dubbio acquisto di un edificio storico da parte di una compagnia privata. La pubblicità ha attirato l’attenzione del governatore di Kaliningrad, che ha dichiarato di non voler permettere l’uso improprio dello stabile.

Categories: russia

La vendetta di Mugabe

Si alza la tensione nello Zimbabwe. E quasi una settimana dopo il voto politico e presidenziale il regime moribondo di Mugabe, in bilico tra la lotta del ballottaggio e la rinuncia, mostra il suo lato repressivo e sanguinoso. Così, mentre il dittatore Mugabe torna dopo una settimana a farsi vedere in tv nonostante i risultati lo diano sconfitto, i militari circondano l’albergo dei giornalisti e arrestano alcuni inviati del New York Times, i più puntuali nel dare notizia della sconfitta di Mugabe nelle urne.  Ufficialmente sono stati arrestati perchè senza accredito.  In realtà, lo Zimbawe ha negato l’accredito alla maggior parte dei giornalisti occidentali che ne avevano fatto richiesta per seguire le elezioni di sabato. Prima del voto il governo aveva minacciato di arresto e deportazione tutti i reporter entrati senza accredito. L’accredito costa circa 2000 dollari.  Repubblica.it

Categories: zimbawe