Serve l’anima
Aprile 1, 2008 di pinoscaccia
Non so se vi sono mancato, ma probabilmente avrete notato che da un paio di giorni sono assente. Stavo a Salerno. Fra gli impegni, il più sentito è stato sicuramente l’incontro con gli studenti dell’università. Studiano comunicazione, vogliono fare i giornalisti e naturalmente noi vecchi del mestiere siamo felici che nonostante tutte le difficoltà ci siano ancora tanti giovani gonfi di passione. Come al solito li abbiamo sconsigliati, ben sapendo che questo è il sistema migliore per aumentare la passione. Sono state tante le domande, infinita la curiosità di apprendere qualcosa direttamente dalla bottega, da chi cioè questo mestiere lo fa sul campo. Come al solito mi hanno chiesto cosa ci vuole per diventare un inviato. E io ho dato la risposta solita ma sincera: dieci per cento di tecnica, dieci di talento e il resto, cioè l’ottanta per cento di fatica. Un buon cronista, si diceva una volta, si misura dalla suola delle scarpe. Se è consumata avrà sicuramente raccolto molte notizie. Poi si è parlato naturalmente di verità e di censura. Anche di guerra e di pace. Ma soprattutto ho insistito molto, anche stavolta, sull’anima. Chi non ce l’ha può già cambiare mestiere. Sarebbe solo un mediocre reporter, un conta morti, un testimone inutile. Invece il mondo ha sempre più bisogno di voci libere e forti. Dopo un periodo buio fido molto nelle nuove generazioni.

"Lasciamo che siano i fatti a parlare. Il resto sono chiacchiere e politica, tutte cose da cui voglio tenermi lontano”. Enzo Baldoni